Il Visconti dimezzato

ViscontiIn merito alla polemica sul liceo classico Visconti di Roma scaturita dall’inchiesta de “La Repubblica”, ho letto numerosi post e articoli in difesa della Dirigente che muovono dall’assunto che chi ha compilato la nota ha semplicemente descritto un quadro fattuale. Ma il RAV, come qualsiasi testo che intende veicolare un messaggio, non è affatto un documento neutro, ma una specie di identikit promozionale della scuola che cerca di mettere in evidenza, a beneficio dei potenziali iscritti e dell’opinione pubblica, punti di forza e criticità dell’istituto. Il fatto, incontrovertibile, che il documento sia inserito nello spazio “opportunità” la dice lunga sulla retorica e la base ideologica che lo sostanziano. Stiamo alle fonti e al RAV del Visconti allora. “Molti personaggi illustri sono stati allievi del liceo”. E ‘sti cazzi? Non vi sembra un’informazione non richiesta, un incipit che vuole da subito rimarcare la vocazione snobistica e elitaria del Visconti? E poi: “Le famiglie che scelgono il Visconti sono di estrazione medio-alto-borghese”. Non è ideologico riportare questo dato? Come lo hanno ricavato? Da quali elementi? Dal numero di iphone posseduti pro capite? E ancora: “Tutti, tranne un paio, gli studenti sono di nazionalità italiana e nessuno è diversamente abile. La percentuale di alunni svantaggiati per condizione familiare è pressoché inesistente, mentre si riscontra un leggero incremento dei casi di DSA. Tutto ciò favorisce il processo di apprendimento”. Il sottotesto mi pare chiaro e le sue implicazioni ideologiche e anticostituzionali dovrebbero risultare evidenti a chiunque, tanto che quel testo si presta (anche) a essere interpretato in questo modo: “Siamo la scuola dell’alta borghesia romana. Per il momento, grazie a Dio, malgrado il degrado democratico e egualitario che ha colpito il paese, disabili, proletari e poveracci continuano a non iscriversi al Visconti. Tutto questo favorisce i processi di apprendimento”.

Io lo trovo raccapricciante e non capisco davvero come si possano prendere le difese del Visconti e della sua dirigente.

Tony il Pony

Ho quest’idea per un film che mi sembra veramente gagliarda e che è mi stata ispirata da una dolorosa esperienza personale.
C’è un guru indiano che ha acquisito una straordinaria potenza magica ed esoterica anche grazie allo studio dei grandi testi della tradizione ermetico-cabalistica e del neoplatonismo fiorentino. Il guru (che dovrebbe chiamarsi Rodolfo) per campare gestisce un maneggio a Zoppola di Pordenone frequentato da artisti, poeti e ricercatori universitari.
All’inizio del secondo atto il guru ariano decide di umiliare con un terribile maleficio un dottorando di Salerno (rappresentante a suo dire della moderna ratio cartesiana occidentale) costringendolo a pettinare le criniere di tutti i pony del suo maneggio.
Nel frattempo, inaspettatamente, con un vero e proprio coup de théâtre, il guru indiano muore e l’intellettuale è costretto a pettinare cavalli per il resto della sua vita, anche se lo spettatore continuerà a trepidare per le sorti del campano, confidando fino alla fine del film in un miracoloso rovesciamento di fortuna.
Ma la catarsi non arriverà mai.
ponyrazza
P.s. A chiunque fosse interessato e ai veri amanti degli animali cedo a malincuore e a prezzo modico il mio pony/cavallino Tony che mi fu regalato per la cresima da mia zia Wally e che ha ispirato la sinossi di cui sopra. È molto simpatico e arzillo e lo potete venire a vedere presso il locale circolo ippico.
Tony ha tanto bisogno di affetto. Ha trascorso la sua giovinezza in un circo di Montebelluna e ora è sempre solo al maneggio perché nessuno ha mai tempo per lui.
Astenersi abruzzesi, molisani, ecclesiastici e perditempo.
MAX serietà.