Il Capitano e la vertigine della lista

Madamina: il catalogo è questo!

Eco

Uno degli aspetti più perversi e affascinanti dello storytelling salviniano è l’utilizzo costante e pervasivo di liste di nomi.

In tutti – ma proprio tutti – i suoi interventi a un certo punto salta fuori una lista che viene declinata:

1) – Al neutro (o a focalizzazione zero), quando Salvini elenca – ad mentula canis – gruppi di nomi senza un apparente criterio di intelligibilità, prestando più attenzione all’eufonia e alla metrica che al reale motivo per cui sta pronunciando quelle parole.

2) – Al positivo, come ad esempio quando il Capitano dice “perché io non mi rivolgo ai professoroni e ai politici di Bruxelles, ma alla casalinga Mirella a cui ho stretto la mano ieri a Trento, a nonno Paolo che non riesce ad arrivare alla fine del mese, al piccolo Luca, a tutte le brave persone di Cinisello Balsamo ma anche a tutti i calabresi, i siciliani, i romani onesti, etc”.

3) – O, più spesso, al negativo: “e allora, con buona pace dei Saviano, dei Gino Strada, della Boldrini, dei magistrati che mi inquisiscono, di Renzi e del PD, dei burocrati di Bruxelles, dei tecnocrati, dei banchieri, beh, se voi ci siete amici, io non mollo e vado avanti”.

Come nota Umberto Eco, ci sono liste che hanno fini pratici e sono finite, come la lista di tutti i libri di una biblioteca.

Ma ce ne sono altre che vogliono suggerire grandezze innumerabili e che si arrestano incomplete ai confini dell’indefinito.

Gli elenchi in-definiti di Salvini sono insieme liste di proscrizione (che indicano i nemici che il suo popolo deve combattere) e liste di aggregazione (che servono a creare collante e strategie di inclusione tra le varie tipologie sociali/culturali comprese nella lista).

Quando infine, nelle sue liste sterminate, il Capitano arriva al punto (e ci arriva sempre) in cui ringrazia il BUON DIO (!), noi tutti dovremmo pregare (il buon Dio) affinché il Papa, come nei tempi gloriosi che furono, lo scomunichi platealmente urbi et orbi.

A dirla tutta, le parole “Salvini” e “Dio” non dovrebbero neppure stare nella stessa frase.

I migliori 30 libri “gialli” della mia vita da lettore

I generi della detection vedono la loro convenzionale data di nascita nel 1841, quando Poe pubblica I delitti della Rue Morgue. Per quanto il giallo sia soltanto un sottogenere della detection, il termine è usato in italiano in senso lato per indicare una varietà molto eterogenea di sottogeneri che sottendono una molteplicità di dinamiche narrative: thriller, mystery, spy story, noir, polar, police-procedural, giallo storico e chi più ne ha più ne metta.

Quello che è certo è che, per dirla con Borges, nonostante la sua reputazione di racconto di intrattenimento e di evasione, il giallo rappresenta al contrario la forma più alta e più pura di letteratura.

Ecco la mia personale classifica (del tutto discrezionale e arbitraria) dei libri gialli che ho più amato:

  1. L’enigma dei tre omini (J. F. Bardin)
  2. L’assassinio di Roger Ackroyd (A. Christie)
  3. L’innocenza di Padre Brown (G. K. Chesterton)
  4. Il falcone maltese (D. Hammett)
  5. Il segno dei quattro (A. C. Doyle)
  6. Delitto alla rovescia (E. Queen)
  7. Il grande sonno (R. Chandler)
  8. Sipario nero (C. Woolrich)
  9. Il talento di mr. Ripley (P. Highsmith)
  10. L’isola della paura ( D. Lehane)
  11. Entra il santo (L. Charteris)
  12. Sei problemi per Don Isidro Parodi (O. L. Borges – A. B. Casares)
  13. I tre impostori (A. Machen)
  14. I trentanove scalini (J. Buchan)
  15. Niente orchidee per Miss Blandish (J. H. Chase)
  16. L’assassino che è in me (J. Thompson)
  17. Le tre bare (J. D. Carr)
  18. Il segreto delle campane (D. L. Sayers)
  19. Il mistero della camera gialla (G. Leraux)
  20. Il caso della canarina assassinata (S. S. Van Dine)
  21. 2666 (R. Bolano) 
  22. La maschera di Dimitrios (E. Ambler)
  23. La promessa (F. Dürrenmatt)
  24. A sangue freddo (T. Capote)
  25. Il cane giallo (G. Simenon)
  26. Rebecca la prima moglie (D. D. Maurier)
  27. Il caso dei cioccolatini avvelenati (A. Berkeley Cox)
  28. Il nome della rosa (U. Eco)
  29. La figlia del tempo (J. Tey)
  30. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (M. Haddon)

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