Call me by your class

Chiamami-col-tuo-nomeAuguro solo il meglio a Guadagnino e al suo film che riesce a tenere insieme armonicamente Ozon, Renoir, Bertolucci, Rohmer e quant’altro, però io 2/3 domande me le sarei fatte sullo script di Ivory:
Ma nel 1983 le tesi di dottorato si preparavano in maniera così frugale e disinvolta, scopeggiando allegramente per tutta la bergamasca? E come ha fatto il papà di Elio a diventare ordinario a meno di 40 anni? Gode forse della protezione della potente lobby ebraica di Cernusco sul Naviglio?
E soprattutto: chi li paga ‘sti cazzoni? La Statale di Bergamo?!
E poi: ma era proprio necessario citare in continuazione Eraclito, Montaigne, Heidegger, Battiato, Bach, Liszt e chi più ne ha più ne metta?

E perché un ricercatore di archeologia dovrebbe studiare anche Heidegger?!?! Perché fa figo? E perché tutti devono essere così belli, così colti, così giovani, così ricchi, così poliglotti e così liberal?

E il discorsetto finale del padre non rischia di risultare allora, oltre che buonista (e va beh), anche un po’ classista?
Della serie: “Figlio mio, qualsiasi altro genitore ti avrebbe preso a manganellate. Ma noi ebrei colti e glamour, ricchi e bellissimi, che leggiamo Heidegger anche se era nazista, noi approviamo incondizionatamente.
Non come quei pezzenti omofobi che non arrivano alla fine del mese”.
W la gnosi!

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