Didattica archetipale a distanza

Ultimi giorni di scuola e dunque tempo di bilanci per questo 2020 caratterizzato dalla DAD e dalle interrogazioni a distanza. Ecco la mia speciale classifica delle tipologie di studenti più ricorrenti in questa nuova modalità didattica, presentata in termini rigorosamente junghiano-archetipali:

6 – L’APOCALITTICO

Studente che, quelle rare volte in cui prende la parola, si esprime in modo ambiguo e sibillino con toni che suonano spesso oracolari se non addirittura minacciosi. È quasi sempre in penombra, avvolto da un’oscurità pregna di sintomatico mistero e inquadrato da una webcam che sembra stata calibrata da Sven Nykvist in persona. Al termine dell’interrogazione è solito puntualizzare che tanto la pandemia non risparmierà nessuno. A buon intenditor…

5 – Il VIROLOGO

È un anti-umanista e devoto della Scienza e ritiene che, anche nella DAD, le precauzioni e le cautele non siano mai troppe. Indossa costantemente una mascherina FFP3 che è ormai parte integrante del suo corpo. Riporta qualsiasi fattispecie storico-filosofica a tamponi e vaccini e non smette mai di passarsi del disinfettante sul volto e sulle mani. Come immagine di profilo ha una foto di Roberto Burioni in déshabillé.

4 – Il DISCONNESSO

È la tipologia archetipale più ricorrente. Nello stesso istante in cui il docente fa il suo nome, lo Studente Disconnesso scompare improvvisamente da ogni piattaforma scolastica digitale dileguandosi nel cyberpazio senza lasciare tracce di alcun genere. Le giustificazioni possono essere le più variegate: lavori in casa, troppi elettrodomestici in funzione, genitori irresponsabili e cazzoni che non pagano le bollette. Il Disconnesso, per evidenziare le sue difficoltà di connessione, è in grado di simulare una parlata scattosa da androide ormai arrivato alla fine dei suoi giorni con dei rantoli/disturbi digitali chiaramente creati ad arte con GarageBand. L’unica cosa certa è che, qualsiasi cosa accada, non risolverà mai i suoi problemi tecnici che resteranno per sempre una sorta di fatal flaw del suo percorso scolastico.

3 – Il SITUAZIONISTA HACKER

Tipologia archetipale minoritaria ma dal fascino imperituro. Il Situazionista Hacker ha spesso notevoli competenze informatiche che utilizza per farsi beffe del docente e per mostrare alla classe tutte le contraddizioni del Sistema. Il Situazionista Hacker raramente prende parte a una lezione: ha messo a punto degli sfondi virtuali di se stesso che assiste alla lezione per potere così essere libero di giocare a Fortnite e sfidare i pari grado di altre scuole. Spesso ama boicottare le interrogazioni dei suoi compagni condividendo delle immagini pornografiche nella chat di gruppo o infilando con sprezzatura un bestemmione nel bel mezzo di una spiegazione, attribuendone poi la responsabilità al timido secchione di turno. A nulla valgono minacce di sanzioni o di note sul registro. Per lui sarebbero soltanto un motivo di vanto.

2 – Il GAUDENTE EPICUREO

Partita un po’ in sordina la presenza del Gaudente Epicureo è sempre più significativa in questa speciale classifica. È quasi sempre collegato dal proprio letto o direttamente da sopra la tazza del cesso. Non si formalizza a fare colazione, fumare, drogarsi o andare di corpo di fronte al resto della classe e si stupisce che i suoi compagni non si comportino con la sua stessa frugalità francescana. Non dobbiamo avere paura di fare quello che ci piace né nascondere le nostre emozioni più intime e riposte, sembra voler suggerire il Gaudente Epicureo al resto della classe. Questa variante archetipale ha superato ogni retaggio cattolico-borghese e nella Didattica a distanza sembra aver trovato la propria dimensione ideale, se non altro perché il Gaudente è anche terribilmente pigro.

1 – Il LUDDISTA

La Didattica a distanza è, marxianamente, un costrutto ideologico. Lo Studente Luddista avversa, ab origine, le regole del gioco iscrivendole nel quadro del turbo-capitalismo della sorveglianza. Il suo obiettivo principale è quello di distruggere il Sistema e/o di combatterlo con tutte le sue forze. “Professore non voglio rinunciare alla mia libertà per cui mi rifiuto di farmi interrogare. Non su Google Meet quantomeno. Non intendo abdicare definitivamente alla dittatura della macchina algoritmica. Lei che insegna filosofia dovrebbe saperlo: la libertà viene prima della salute”.

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