10 film di Max Ophuls: 3 – Da Mayerling a Sarajevo (1940)

Parafrasando Hegel si potrebbe sostenere che l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo per mano dell’anarchico Gavrilo Princip sia uno di quei rari momenti in cui “la Storia gira sui suoi cardini” cambiando radicalmente la propria direzione di marcia: quell’omicidio innescò la barbarie della Prima Guerra Mondiale creando i presupposti per i trattati di Versailles e l’umiliazione…

10 film di Max Ophuls: 2 – La signora di tutti (1934)

I motivi per cui anche uno spettatore completamente a digiuno del cinema di Ophuls dovrebbe vedere La signora di tutti sono molteplici. In primis, è l’unico film italiano del regista di Saarbrücken, realizzato con maestranze quasi esclusivamente locali in un clima e in un contesto particolarissimi che sono quelli dell’Italia del dodicesimo anno del regime…

10 film di Max Ophuls: 1 – Liebelei (1933)

Liebelei (Amanti folli in italiano) è il primo film rigorosamente viennese di Ophuls, tratto dall’omonima pièce dell’amato Schnitzler. In esso sono presenti tutti i temi e i tòpoi narrativi che costituiranno i premiati marchi di fabbrica del cinema ophulsiano: una Vienna palesemente posticcia ricostruita in studio, i giovani dragoni in cerca di avventure sentimentali, la centralità del…

Ready Player One: Gamification and Transvaluation

Lo statuto ontologico di un mondo virtuale presenta caratteristiche diverse da quello della realtà che abitiamo normalmente? Ma poi: siamo proprio sicuri che reale e virtuale si oppongano? E ancora: come si configura la costruzione dei nostri processi identitari nell’epoca dei visori cibernetici e della realtà aumentata, dell’ubiquità social e delle app per smartphone che…

Anacronismi seriali

Alcune riflessioni sulla serialità contemporanea a partire da Anachronisme, web-serie di Riccardo Cannella

Call me by your class

Auguro solo il meglio a Guadagnino e al suo film che riesce a tenere insieme armonicamente Ozon, Renoir, Bertolucci, Rohmer e quant’altro, però io 2/3 domande me le sarei fatte sullo script di Ivory: Ma nel 1983 le tesi di dottorato si preparavano in maniera così frugale e disinvolta, scopeggiando allegramente per tutta la bergamasca?…

A proposito di Kevin

Non guarderò più i film di Chaplin e Polanski. Né leggerò più i libri di quegli antisemiti di Voltaire, Kant e Celine. Meglio l’irreprensibile Claudio Baglioni dell’uxoricida Gesualdo da Venosa e di quel pederasta en travesti di Schubert. Non ci può essere competizione tra lo specchiato Osvaldo Paniccia e quelle teste di cazzo di Caravaggio,…

Dunkirk e la regina

Su Dunkirk non so bene come esprimermi né ho capito se mi sia piaciuto o meno; di certo però la sua visione mi ha sollecitato una riflessione. Il modo apparentemente neutro, documentaristico e anodino con il quale Nolan tratta il celebre episodio della seconda guerra mondiale nasconde e insieme esplicita ideologicamente (e su questo ha…

Le 30 Stimmung e le tipologie della suspense

Analizzando un corpus di circa 1000 film di detection (o comunque che fanno ricorso a strutture narrative e a situazioni tematiche derivate dal macro-genere detection), abbiamo individuato 30 “Stimmung narrative”: situazioni esistenziali archetipe in cui può venire a trovarsi l’eroe/ricercatore e che sostanziano e determinano il mondo narrativo del cinema (che gravita attorno alla detection) e il profilo psicologico/esistenziale del protagonista….

David Lynch e il cinema dell’incompossibilità

È stato lo stesso Lynch ad aver proposto, per rendere conto della costruzione narrativa e visiva dei suoi film, l’immagine del nastro di Moebius, ovverosia di una figura le cui superfici, interna ed esterna, non sono separate da alcun bordo, ma trapassano l’una nell’altra senza soluzione di continuità. Lo spettatore è costantemente trascinato dal flusso delle…